lunedì 16 dicembre 2013

Pasta con macco di fave


In questi giorni ho preparato un piatto ispirandomi alla tradizione siciliana, e che trovo ottimo come piatto unico, soprattutto per la stagione fredda: il macco con le fave (io ci ho aggiunto anche la pasta).

Ingredienti per 4 persone:
400 g di fave secche lasciate precedentemente in ammollo per una notte
350 g di pasta
mezza cipolla
1 foglia di alloro
1-2 spicchi di aglio
1 L circa di brodo vegetale fatto in casa
olio extra vergine di oliva q.b
sale marino integrale e pepe q.b

Lasciate le fave secche in ammollo per una notte. Dopodiché sciacquatele. In una pentola di coccio soffriggete mezza cipolla tritata insieme all'aglio anch'esso tritato e alla foglia di alloro. Aggiungete le fave, coprite con acqua e cuocetele per circa 1 ora.  
Quando saranno cotte schiacciatele grossolanamente con un cucchiaio di legno oppure, se volete una crema più morbida e omogenea, usate un frullatore a immersione. 
Versate la pasta nella crema di fave e aggiungete mezzo litro circa di brodo vegetale. Tenete vi anche un po di brodo caldo da parte. Cuocete la pasta rigirando spesso. Io aggiungo anche un paio di cucchiaini di concentrato di pomodoro. Se dovesse asciugarsi troppo aggiungete via via 1 mestolo di brodo. Fino a quando la pasta non sarà cotta.
Quando sarà pronta lasciate raffreddare leggermente e condite con un filo di olio extra vergine di oliva a crudo.



Le fave secche sono ricche di proteine, che corrispondono al 27% del loro peso, fibra 7 g, Ferro 5 mg ( il 28% del fabbisogno raccomandato nelle donne e il 45% negli uomini) oltre che Calcio e vitamine del gruppo B, soprattutto Niacina e Acido folico.
Le fave vengono consumate fin dall'antichità e hanno molte proprietà. 
La più nota è il contenuto di Levodopa (la sostanza chimica presente nei farmaci per il Parkinson). La Levodopa viene trasformata nel nostro organismo in dopamina. Per questo può essere un alimento utile da includere nelle persone malate di Parkinson, chiedendo consiglio al proprio medico per non interferire con la terapia farmacologica.
Poiché la dopamina è un precursore della noradrenalina, coloro che assumano antidepressivi IMAO (che aumentano la concentrazione di neurotrasmettitori nel sangue) dovrebbero prestare attenzione al consumo di fave perché si rischia di avere in circolo troppa dopamina e di andare incontro a crisi ipertensive.

Il consumo di fave (sia secche che fresche) è ovviamente sconsigliato alle persone affette da favismo, una malattia genetica ereditaria particolarmente frequente in Africa e nel sud Italia. Questa patologia può avere esiti anche fatali e bisogna quindi evitare il consumo di fave, piselli e talvolta fagioli. 






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